30-05-2026
Il bambino in cima alla montagna.
Un tempo, c′era una valle, fertile e verde, sulla quale incombeva l′ombra perenne di un′enorme montagna. La montagna era così alta e massiccia, da non lasciar passare né luce né calore, cosicché gli abitanti erano sempre infreddoliti, anche d′estate. Costoro si erano abituati a vivere all′ombra e al freddo, ma avrebbero voluto, almeno di tanto in tanto, sentire il tepore dell′estate. Guardando la vetta della montagna, alta come le nuvole, qualcuno sognava di andare fin lassù, ma poi non osava avvicinarsi alle aspre balze della montagna, dove di notte, fra le rocce, si sentivano strani rumori. E così gli abitanti della valle attendevano pazientemente che il vento e il tempo consumassero la montagna, così da far passare il sole. In quel paese nacque un bambino, né più forte, né più grande e neanche più intelligente degli altri. Non aveva niente di speciale, ma crescendo cominciò a pensare che non aveva nessuna voglia di aspettare per tutta la vita il bel tempo, un po′ di luce e di calore: Tenterò di salire lassù!. Quando la gente seppe che il bambino voleva salire sulla grande montagna, tentò di dissuaderlo: È una parete troppo ripida e liscia, cadrai dopo pochi metri e ti sfracellerai ... Nelle caverne abitano bestie mostruose ... Mai nessuno è salito lassù. Chi credi di essere?... Noncurante dei consigli, il ragazzo preparo uno zainetto, impugnò un robusto bastone e parti. Procedette lentamente, scegliendo con attenzione gli appigli. Si accorse che, vista dal basso, la parete della montagna sembrava veramente liscia e scivolosa, e pareva davvero impossibile che qualcuno potesse riuscire a scalarla. Ma più si avvicinava alla roccia, più scopriva fenditure, corridoi, nevai abbastanza agevoli. Salendo, vide un baldanzoso torrente che si infilava rombando fra le rocce e capì che era quello il "ruggito" che faceva paura alla gente della valle. Senza più paura, si arrampicava, lento, ma inesorabile. Si scoraggiava qualche volta quando, da lontano, osservava quelle pareti di granito che salivano a picco, quasi verticali, così lisce. Ma quando le guardava da vicino, scopriva sempre un appiglio cui attaccarsi e una screpolatura dove mettere i piedi. Una mano dopo l′altra, un piede dopo l′altro, il ragazzo saliva. Finalmente raggiunse la vetta. Lassù sentì il tepore dei raggi del sole. Trovò che era semplicemente formidabile. Allora guardo in basso e, rivolgendosi agli abitanti della valle, comincio a gridare: Venite, venite! Vedete bene che si può salire!. Alcuni, che avevano seguito con il fiato sospeso l′ascensione del bambino, lasciarono la valle e cominciarono ad arrampicarsi. Altri si misero a preparare i bagagli per partire, ma siccome volevano portare con sé le cose più care, non riuscivano mai a decidersi. Molti non avevano la minima intenzione di muoversi, preferendo attendere che la vecchia montagna si consumasse per lasciar passare il bel tempo. Da quel giorno, ogni volta che qualcuno arriva sulla vetta si mette a gridare e l′eco della montagna ripete: Venite, venite, venite!. Gesù ed altri "grandi" della storia, come il ragazzino della leggenda, indicano la via, pur difficile, per trovare "luce e calore".