17-05-2026
L′alberello spoglio.
Trascorso un anno, il germoglio era diventato un ramoscello con qualche stelo. Allora si rese conto che non era un semplice filo d′erba, ma un alberello; così si mise a osservare con attenzione i suoi simili. Li trovava così grandi, così belli, ricoperti con le loro foglie e i loro fiori. Meravigliato nel vedere i fiori trasformarsi in frutti, fu commosso dalle attenzioni che rivolgeva loro il contadino... Però, osservandosi, si rese conto che la sua corteccia non sembrava a nessuna di quelle che rivestivano gli altri alberi e che i suoi rametti non avevano la stessa forma degli altri rami. Allora ebbe paura di non essere abbastanza grande, abbastanza bello, paura di non poter portare abbastanza frutti, paura che gli altri alberi da frutto, meli o peri o susini, non accettassero la sua diversità; e così decise di non produrre né foglie, né fiori, né frutti. Trascorsero gli anni. A ogni stagione il suo tronco diventava più spesso, si allungava, spuntavano nuovi rami... ma rimaneva senza foglie, senza fiori e senza frutti. Per non stare spoglio, col tempo si lasciò ricoprire dall′edera, dai fiori del convolvolo e da ciuffi di vischio. Si era ricoperto di una bellezza non sua. Più di una volta il contadino progettò di tagliare quel tronco, ma ogni volta si riprometteva di farlo più tardi. Finché un mattino non arrivò con un′ascia e cominciò a tagliare, dapprima l′edera. Ce n′era così tanta che dovette rimandare il taglio del tronco al giorno successivo. Quella notte un parassita fece morire il convolvolo, così che gli uccellini scorsero il vischio e si misero a beccarlo. Tutto ciò che rimase dell′albero in mezzo al frutteto fu un tronco spoglio con dei rami. Notando la propria improvvisa nudità e non sapendo come coprirla, alla fine l′albero si decise di lasciar crescere, per tutta la lunghezza dei suoi rami, delle foglioline di un tenero verde e di lasciar sbocciare, in cima a ogni ramo, dei fiorellini bianchi, che contrastavano piacevolmente con il marrone dei rami e il verde delle foglie. Il contadino tornò con la sua ascia e scoprì un magnifico ciliegio al posto del tronco inutile. Quindi non c′era più motivo per tagliarlo, visto il miracolo. Ogni anno, all′apparire della bella stagione, i bambini del contadino arrivano nel frutteto con una scala e, sparpagliandosi tra i rami del ciliegio, divorano i suoi frutti e lo riempiono di gioia con le loro risate... Da quel giorno, l′albero vive felice in mezzo al frutteto, comprendendo che né il tessuto della corteccia, né la disposizione dei rami, o la forma delle foglie, o il colore dei fiori sono importanti; solo importano i frutti che uno porta, unici, che nessun altro può portare.