Una leggenda raccolta in Romania, tra le tante che hanno come sfondo la Primavera e i Bucaneve, racconta: Tanto tempo fa, nella foresta, il primo giorno di marzo, un bel Bucaneve bianco e gentile spuntò da sotto la neve. Il vento dinverno lo vide, si mise in collera e scatenò una tempesta di neve sul fiorellino. Il gentile Bucaneve, morso dal freddo, si disperò. La buona Fata Primavera udì il fiore singhiozzare e gli chiese: Perché piangi?. Il fiorellino: Sono coperto di neve e muoio di freddo!. La fata tolse la neve sopra il fiore e, facendo ciò, si ferì a un dito a causa di un sassolino tagliente che si trovava accanto al Bucaneve. Il sangue cadde sulla radice del fiore, riscaldandolo e il Bucaneve riprese vita. Unaltra goccia di sangue cadde sui petali e questi si colorarono di rosso. Poco dopo, un altro Bucaneve tutto bianco spuntò lì accanto. Fu così che le due inseparabili campanelle, rossa e bianca, diventarono il simbolo dellinverno che se ne va e della primavera che arriva. Di qui la tradizione romena del Martisor. Il Mrior, tradizionale festa primaverile in Romania (ma anche in Moldavia, Bulgaria, Macedonia e Grecia), prende il nome da un oggetto simbolo che si confeziona con dei fili bianchi e rossi, di cotone o di seta, intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto. Al cordoncino si appende un ciondolo portafortuna, dalle diverse forme simboliche: monetine d′oro o d′argento, fili derba, germogli o fiori, animaletti, cuoricini... Il Martisor si tiene al petto un mese, per proclamare la primavera, e chi lo indossa - si ritiene - sarà fortunato e in salute per tutto l′anno. Vi è anche lusanza di donare il ciondolo con il fiocco bianco e rosso a tutte le donne, come augurio di buona fortuna, di amore e di buon inizio di Primavera. Ecco come le due inseparabili campanelle, quella rossa e quella bianca, diventarono al tempo stesso il simbolo dellinverno che se ne va (colore bianco) e della primavera che arriva (colore rosso), dellamore e della speranza, in vista della Pasqua.